TROFEO  CITTA’  DI  CALTAGIRONE
4° Concorso Fotografico Nazionale
“La Settimana Santa a Caltagirone”
 

Verbale di Giuria

 

L’anno duemilacinque, il giorno 23 di luglio, alle ore 15.00, in Catania, presso lo studio dell’avv. Giuseppe Pappalardo, Via P. Mascagni, 27, previa formale convocazione degli organizzatori del Concorso Fotografico Caltagirone, sono presenti i Giurati:

Alfio Garozzo, fotografo profesionista

Luigi Lipani, fotografo professionista

Giacomo dott. Adamo, V.Presidente ANAF

Giuseppe avv. Pappalardo, critico fotografico,

è assente l’avv. Teodoro Perna, giurato già nominato in fase d’organizzazione del concorso, il quale non è presente per giustificate esigenze personali.

E’ chiamato a presiedere la Giuria il Sig. Alfio Garozzo che, dopo aver consultato il Regolamento del Quarto Concorso Fotografico di Caltagirone e chiesto parere ai giurati presenti, ritiene, con l’approvazione dei medesimi, che la Giuria, anche in assenza dell’avv. Teodoro Perna possa svolgere adeguatamente il lavoro cui è stata chiamata.

E’ presente come Segretario il prof. Antonio Giuffrida il quale dichiara e precisa che, nei tempi e nelle modalità previste, sono giunte complessivamente 656 opere fotografiche appartenenti a  98 autori.

Si passa alla suddivisione delle opere nei rispettivi temi e pertanto si enumerano:

86 partecipanti per il tema libero, sezione colore con un totale di 316 opere;

72 partecipanti per il tema libero, sezione bianconero con un totale di 264 opere; 

15 partecipanti per il tema fisso “La settimana Santa a Caltagirone”,  sezione colorprint con 44 opere;

8 partecipanti per il tema fisso “La settimana Santa a Caltagirone”,  sezione bianconero con 32 opere.

La Giuria preliminarmente concorda le modalità di giudizio che s’impegna ad osservare nell’esame e nell’analisi delle opere; in tal senso dichiara di volere privilegiare sia l’aspetto tecnico sia l’aderenza al tema oltre che  la novità formale della proposta ed il contributo artistico.

Dopo ampio dibattito e coscienzioso esame i giurati concordano nell’ammettere numero 248  immagini.

 All’interno di questa selezione la Giuria ritiene emergente e meritevole del Premio Migliore Autore Assoluto l’opera complessiva presentata da Bruno Cherubini: “Pur nella novità tecnica del procedimento di stampa adoperato, l’autore riesce a mantenere un forte legame con la tradizione fotografica raggiungendo, specialmente nelle proposta in bianconero, esiti  convincenti ed assai gradevoli. Piace, infatti, l’eleganza formale, il gioco teatrale delle ombre, la qualità di ripresa, la buona percezione dell’evento ritratto restituita attraverso un elegante e compito uso di bianchi e di neri rigorosamente disposti per proporre elementi emotivi, psicologici, teatrali di buon impatto e suggestione.

La medesima motivazione sorregge le immagini a colori laddove alcuni effetti conferiscono all’immagini medesime echi fiabeschi (Aspettando i bambini). Unico neo l’immagine, per quanto ben realizzata ed oggettivamente valida, “Sono già tra noi”, che nuoce per difetto di fantasia e di ricerca accanto ad altre che, invece,  ne confermano tanta presenza e ricchezza”.

 Assegna per il Tema Libero Colore il Primo Premio a Maria Vodarich per l’opera “Il mare dentro”: “La fotografia odierna attraversa una complessa crisi evolutiva. L’avvento di nuove tecnologie elettroniche sembra averle tolto le fascinazioni chimico-fisiche dei tempi passati e, con esse, quella manualità che in qualche modo permetteva all’autore di “firmare” la sua opera. In questa fase di passaggio l’Autrice penetra autorevolmente con proposte che, per quanto sotto il profilo tecnico ampiamente sperimentate, ci appaiono assai significative nella loro qualità di messaggio: riprendiamoci la manualità, sembra dirci l’Autrice, scomponiamo la fotografia in tutti i suoi elementi, trattiamola da cosa misteriosa più che da feticcio, ma lasciamoci affascinare da questo nuovo  atteggiamento, anzi accordiamogli fiducia e trasferiamogli la nostra visione.

Nella libertà dell’esperimento, quindi, e nella sua delicata e friabile forza sta la sfida, ovviamente personale e soggettiva, di questo modo di fare fotografia. Nel risultato formale e nell’esito espressivo la Giuria rinviene la scelta formale più adeguata per trattenere quell’emozione che la fotografa intende restituirci insieme alla genuina qualità della sua visione”

 Assegna per il Tema Libero Colore il Secondo Premio a Stefano Anzola per il reportage “Casa Guray – Albania” : “Un lavoro assai apprezzato per i toni narrativi e di documentazione, da alto reportage. Il tema della casa non può prescindere, agli occhi del nostro Autore, dai suoi abitanti, che in effetti divengono i veri protagonisti dell’opera. I medesimi sono disposti all’interno delle abitazioni con pose meditate, al limite del pittorico, ma con delicato equilibrio rappresentativo disteso tra descrizione di  ambienti reali e ritratto sociale. Una fotografia di forte impegno e dal forte impatto espressivo dentro la quale uno stile, adeguato al contenuto, si accomuna con quella ricerca politicamente impegnata che ci riporta alle migliori espressioni del realismo del FSA e del neorealismo italiano”.

Assegna per il Tema Libero Colore il Terzo Premio a Giuseppe Proli per l’opera “Ninna Nanna”: “Una composizione sviluppata verticalmente riesce a racchiudere prospetticamente il dondolio di una ninna-nanna. La sensazione del movimento e della profondità non distrae dalla lettura dei riferimenti reali, che pur circondano il volto del bambino i cui occhi restano interessati solo al fotografo. Egregia la composizione, ottima la tecnica adoperata, strepitoso l’impatto visivo”.

 Segnala per il Tema Libero Colore l’opera di Paolo Stuppazzoni “Mongolfiere che passione”: “Si apprezza la simpatia e la giocosità della scena catturata. Ad essa siamo portati ad associare i giochi dell’infanzia, i miti della caverna platonica, e tante reminiscenze fotografiche. Intelligentemente una presenza umana sta al centro della composizione per dare spessore e contenuto alle nostre emozioni visive”

 Segnala per il Tema Libero Colore l’opera di Gianni Catellani “Timido Bianco”: “Un occhio intelligente seleziona nel reale un rettangolo visivo diviso in due metà da un sipario rosso e da un fondale nero. Sul rosso campeggia il cappello sbarazzino di una spettatrice. Sul nero armeggia mimicamente un enigmatico personaggio che intende svelare la sua identità liberandosi da un sudario bianco.

Giochi di rimandi, echi teatrali, contrapposizioni ed analogie rendono ricca e complessa la proposta fotografica che rimane pur sempre composta da due semplici colori e da pochi elementi. Mirabile, pertanto, la capacità di vedere e selezionare ed, ancor più, quella di esaltare il significato delle cose trasferendo alla realtà altra realtà compatibile con la fantasia di chi guarda”.

 Segnala per il Tema Libero Colore l’opera di “Pierluigi Soliani ” Artisti della Bassa”: “Ogni artista vive dentro lo strumento del proprio lavoro. Lo scalpello come il pennello, come nel nostro caso, il pianoforte sono un prolungamento, una protesi della sua fisicità. Buona, quindi, l’intuizione di costruire il ritratto dell’amico pianista contrapponendolo all’immagine riflessa sul pianoforte. E tanto basta: poiché quando si trova l’idea portante di un ritratto ad essa sola conviene obbedire senza aggiungere altro. Come fa, e bene, il nostro fotografo.”

  Assegna per il Tema Libero Bianconero il Primo Premio a Mario Valenti per l’opera “Linea di Confine”: “L’opera si segnala per una serietà d’approccio alla tecnica fotografica che bene esprime la consapevolezza di chi ormai chiede di potere esprimere in fotografia realtà esistenziali fuggendo  risolutamente dai documenti ma mai dalla verità (per quanto di difficile percezione). Si possono, infatti, esprimere emozioni, scoprire verità, dare forma ai nostri pensieri anche allontanandoci dalla visione chiara e nitida, oltrepassando quella linea di confine che ci divide da quei territori paradossalmente più ricchi poiché polisemantici, dai molteplici approcci, gravidi di numerosi significati e che si svelano solo a chi sa andare in consonanza (quindi serietà, impegno nel vedere, nel contemplare) con l’onesto desiderio dell’artista che intende raggiungere l’espressione fotografica più adeguata al  proprio pensiero.”

 Assegna per il Tema Libero Bianconero il Secondo Premio a Tomaso Tintori “Natura morta n. 2”: “Nel più classico dei quadrati è disposta una calla con  le sue foglie. Sfocati e ricontornati  ci appaiono segni, volumi ed ombre. La rivisitazione operata sull’immagine appare lontana dagli esempi della Cunningham. Eppure c’è la medesima ricerca artistica, il desiderio di ricostruire forme pure, capaci di fuggire dall’ordinaria visione e collocarsi su un gradino più espressivo (più nobile?)”.

  Assegna per il Tema Libero Bianconero il Terzo Premio a Bruno Madeddu  per l’opera “Toscana”: “Classico ed ineccepibile paesaggio della campagna toscana che si fa apprezzare per l’armonia dei toni, per il taglio verticale ascetico contemplativo, per l’intelligente contrapposizione della parte leggera, e prevalente, accordata al cielo con quella serena, solida, parte riservata al declivio, al sentiero e, quindi, alla casa. Calligrafica rappresentazione da nuovo pittoricismo egregiamente eseguita e coraggiosamente, per i tempi che corrono, presentata”.

 Nel Tema Libero Bianconero Segnala l’opera di Giulio Montini “Al mercato n. 1”: “Nitido e chiaro ritratto  di donna, ambientato in un giorno di mercato in un probabile paese dell’est europeo. Tutto è visibile, percepibile, inciso e ben realizzato. In tanta maestria c’è posto pure per una nota di mestizia, come se mancasse qualcosa, o volutamente fosse stata sottratta dall’autore; quasi un’enigma. Bella la disposizione dei pesi visivi, buona la scelta prospettica, eccezionale la leggibilità dell’insieme”

 Nel Tema Libero Bianconero Segnala l’opera di Stefano Malfetti “Stazione .. FSMN”: “”E’ bastato angolare la macchina per regalare all’orologio uno strascico di pendolo fatto di luci, costruzioni e presenze umane. L’eterna metafora sul tempo? Buono l’impatto visivo e l’equilibrio formale”

 Nel Tema Libero Bianconero  Segnala l’opera di Nino Mini “Parco dei divertimenti  2”: “Due torri si stagliano drammaticamente nella nostra memoria. Dentro il Parco dei divertimenti il nostro fotografo ne rimuove le icone sostituendole con altre più gioiose. Opportunamente ne cancella i riferimenti dell’ove e del quando e affida l’espressione dell’immagine a due semplici parallele, una delle quali porta in alto o in basso, non importa, una tarantolata umanità. Tarantolata, però, di allegria.”

 Premio Speciale per il miglior paesaggio a Gianni Catellani per l’opera “Vivere i giorni” : “Dove sta l’infinito? Nel rarefatto e sfumato profilo delle montagne o sull’ultimo sole che si posa sul gregge? La nostra finitezza si confronta con questa bella immagine che, pur tradizionale e non certamente insolita, è volutamente composta per proporre delle domande  (o per riceverle). E per chi non ha voglia di rispondere resta pur sempre la possibilità di contemplare: e non è poco. Eccellenti tutti gli elementi espressivi e compositivi  scovati nelle lettura fotografica ma, in qualche giurato,  rimane la sensazione del deja vu”.

 Premio Speciale per il miglior ritratto a Gaetano Insolia per “L’uomo di fango”: “Una segnalazione ed un premio “controcorrente”.  In un tema fotografico un tempo frequentatissimo ed oggi trattato con una certa diffidenza la Giuria intende proporre questa immagine per segnalare la possibilità di raccogliere i nostri volti non come raffinate “fototessere” ma anche come possibilità per scoprire i nostri travestimenti e travisamenti, le nostre maschere ed i nostri camuffamenti. E scoprirne il perché.”

 Premio Speciale per la migliore immagine glamour e nudo ad Epifanio Vasta per l’opera “Glamour 3 ”: “Fascinosa e seducente immagine di donna che in un autoabbraccio nasconde (si fa per dire) il proprio seno. Un piccolo neo, della biancheria poco appariscente, ci rendono confidenziale la sua presenza realizzando quell’effetto specifico tanto cercato in questo genere di immagini”

 Premio Speciale per la migliore immagine sportiva a Massimiliano Cominetti per “Gara di Triathlon”:

“Autentica tavolozza di colori immersa nell’acqua di una piscina da dove, scultoreo, emerge il dorso dell’atleta. Buona la disposizione, eccellente la scelta dei tempi, ottima la selezione visiva effettuata, concentrata più che sul gesto atletico sul complesso degli elementi che circondano il medesimo”.

Premio Speciale per la migliore elaborazione digitale a Mario Pignotti per l’opera “Fruit Salad n. 2”: “Certe esperienze dada, così come alcune invenzione della beat generation, vengono qui contaminate dalla fresca fantasia di Mario Pignotti il quale riesce ad assemblare provocazioni blasfeme con ribaltamenti botticelliani per restituirci un teatrino falso-piano increspato da colori turistico pubblicitari e da libertine presenze. Eppure in tanta anarchia c’è allegria, stimolante fantasia, ironia verso tanta pubblicità o, peggio, insulsa mania scarabocchicida. Meglio un computer di fantasia che un fantastico computer, sembra dirci il nostro amico.

 Premio Speciale Presidenza A.N.A.F. a Walter Lo Cascio  di Caltanissetta per il complesso delle opere

- Premio Speciale Presidenza A.N.A.F. ad Andrea Rampon di Schio (VI) per il complesso delle opere.
Premio Speciale Segreteria A.N.A.F. di Catania a Salvatore Lembo di Agnone Cilento per le opere in Bianconero.

- Premio Speciale Segreteria A.N.A.F. di Catania a Pietro Ottino di Savona per le opere a colori.

 La Giuria passa all’esame del Tema Obbligato ovvero “ La Settimana Santa a Caltagirone ”

 Assegna il Primo  Premio Colore a Maurizio Caserta per “Opera n.2”: “Il lumino, nella tradizione siciliana, rimane ancora il simbolo per eccellenza per onorare la memoria di ogni defunto. Anche per il Cristo della Passione in Caltagirone si fa uso dei lumini qui raccolti, come in processione, e procedenti verso la statua lignea del Cristo morto. L’indovinata scelta del colore, e dell’atmosfera relativa, impreziosisce la rappresentazione”

 Assegna il Secondo Premio Colore all’opera di Rosario Marrara “L’entrata di corsa”: La voglia dei Siciliani di essere attori e protagonisti della Passione Pasquale si concretizza in piccoli gesti teatrali, a volte al limite della sfida. L’autore ha raccolto proprio uno di questi momenti e con azzeccata scelta di tempi ce ne ha restituito la forza e la passione senza perdere il senso della festa, della tradizione e del documento.

  Assegna il Terzo Premio Colore all’opera di Filippo Massari dal titolo “Vetrina”: “La Settimana Santa introduce alla Pasqua di Resurrezione, alla primavera, al risveglio della natura, ai simboli delle uova e degli agnelli. Una semplice vetrina può diventare l’esemplificazione e la rappresentazione di questo tempo straordinario. Almeno quando è la vetrina di un negozio di Caltagirone. Ottima la disposizione dei contenuti ed il rispetto del gioco dei riflessi.”

 Segnala nella sezione colore l’opera di Daniele Cusumano dal titolo “Opera n. 1”: “Pertinente collage di frammenti dell’evento civico e religioso realizzato per mantenere la contemporanea presenza di tutti gli ingredienti pasquali,  liturgici, civili, sacri e profani. Vien fuori una dimensione di festa più collettiva e più partecipata, rispettosa si del rito ma desiderosa della cosiddetta kermesse.”

 Segnala nella sezione colore l’opera di Pino Schillagi “Venerdì Santo”: “Fantasmatica apparizione dell’urna dorata del Cristo Morto in un contesto spettacolare fatto di umane presenze e barocche testimonianze. Ottima la capacità di sintesi ed eccellente la scelta dei tempi”

 Segnala nella sezione colore l’opera di Antonio Caserta “Opera n. 3”: “Un’interessantissima composizione a scala promuove questa immagine facendola emergere tra tante simili. Vi si può leggere una rappresentazione gerarchica, un diverso modo di vivere il rito ed altro ancora. Il Crocifisso sta al centro dell’immagine, sofferente, angosciato e la sua posizione spinge a penetrare il senso di questa rappresentazione davvero interessante”.

 Assegna il Primo Premio Bianconero alle opera di Fabrizio Frixa “Venerdì Santo 1”: “L’autore ha privilegiato un dettaglio del momento liturgico del Bacio del Crocifisso. La scelta gli ha permesso di dare forza e penetrazione all’immagine che si arricchisce di pathos o, se vogliamo, di devozione. La grana della pellicola, la stampa predisposta per non cancellare questa scelta, hanno contribuito a rendere più intimo il gesto, quasi una comunione di dolori, ben sorpreso dal nostro fotografo”.

 Assegna il Secondo Premio Bianconero all’opera di Patrizia Marinaro “Confraternita”: “Egregio quanto elegante ritratto d’un membro della confraternita raccolto in una posa che esprime la sua consapevolezza circa il ruolo svolto e la funzione rappresentata. Buona la scansione dei bianchi e dei neri ed assai indovinata la sfocatura del fondo”.

 Assegna il Terzo Premio Bianconero all’opera di Rosario Marrara “San Pietro”: “Gustosissima inquadratura del Santo il cui capo sembra incoronato dalla prospettiva angolare del retrostante edificio. Assai curiosi appaiono, inoltre, i sottostanti portatori coperti dallo scuro manto dell’apostolo ma emergenti, a loro volta, come due fotografie cimiteriali.  Una magia fotografia che va assolutamente sottolineata perché valida e che ci riporta alla fotografia surrealistica del primo novecento”.

 Segnala nella sezione bianconero l’opera di Enza Facineroso “Venerdì Santo”: La disposizione diagonale dell’immagine dell’Addolorata conferisce alla medesima una senso di movimento accentuato dalle curve architettoniche che ne sovrastano il capo. La corretta disposizione dei neri nella parte sottostante e dei bianchi nella parte superiore restituisce l’equilibrio apparentemente compromesso dalla scelta suddetta”.

 Segnala nella sezione bianconero l’opera di Rosario Marrara “Anime in pena” :“Riuscito tentativo di trasfigurare il momento del rito e della liturgia proponendo letture non reali ma fotografiche ovvero quanto l’obiettivo riesce a captare fuori dai nostri condizionamenti visivi. Ecco, allora,  emergere un’altra passione: se  uguale o diversa non sta a noi giudicarlo.

 Segnala nella sezione bianconero l’opera di Epifanio Vasta “Venerdì Santo”: “Momento di raccoglimento prima del rito. Un silenzioso dialogo tra l’umo e il suo Dio. Pochi elementi per una composizione intensa.

 La giuria inoltre assegna il Premio per Club fotografico con maggior numero di partecipanti (12 autori)  al G. F. Il Prisma di Scandicci Firenze.

 Alle ore 21 la Giuria dichiara di avere compiuto il proprio lavoro e di aver risposto a quanto Le si richiedeva con onestà di giudizio e correttezza d’operato.

Dichiara, a conclusione del proprio lavoro, di essere particolarmente compiaciuta per l’organizzazione del concorso che anno dopo anno si conferma evento culturale e lodevole iniziativa utile ad esaltare l’attenzione verso le tradizioni del nostro territorio e fungere da osservatorio qualificato onde comprendere le attuali tendenze della fotografia e della fotoamatorialità più in particolare.

Quattro anni di lavoro comportano già l’acquisizione di un notevole numero d’immagini e di proposte sulle quali l’Osservatorio ANAF non tarderà, con la collaborazione di quanti possano essere interessati, a proporre analisi e proposte che confidiamo come sempre interessanti e propositive.

 F.to Algio Garozzo, F.to Luigi Lipani, F.to Giacomo Adamo, F.to Giuseppe Pappalardo, F.to Antonio Giuffrida

 

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