GENNAIO    2006



Una proposta di lavoro: la città.

 Non ho ancora capito chi legge questi mini editoriali sul nostro “gazzettino” virtuale: pochi, pochissimi, infatti, sono stati i riscontri ed i contatti.

Ed allora vorrei capire di più.  Anche per conoscervi e conoscerci.

Desidero, pertanto, utilizzare questo spazio, che la nostra ANAF mi/ci accorda, per proporvi non più un pensiero, una nota di cronaca, un augurio ma un lavoro più serio, fatto di riflessione e di messe a fuoco.

Di volta in volta mi permetterò di darvi lo spunto. Voi me lo restituirete con un contrappunto di parole o di immagini che, auguro, giungerà puntuale ed armonioso si da capire insieme  di cosa si nutre il nostro sguardo, di cosa è fatta la nostra passione.

E così potremmo trovare pure le tracce del sentiero che ci porterà oltre quella soglia che giocoforza dobbiamo attraversare se vogliamo uscire, noi per primi,  dal labirinto dove la fotografia si trastulla senza capire di essere stata messa in prigione.

 Il tema che vi propongo, cari amici, è la città, la vostra, quella visibile e quella rivelata dal vostro occhio. La città costruzione dell’uomo, fatta a misura delle sue speranze e delle sue disperazioni, ma da dall’uomo pur sempre creata per vivere e ricordare. Una verifica dello spazio fotografico, insomma. Poi faremo quella del tempo.

 E per questo nostro primo appuntamento trascrivo una forte dichiarazione del grande architetto Giovanni Michelucci. Prendetela come il cosiddetto “la” per il nostro futuro lavoro che confido sarà ben accordato e temperato.

 “Se io campassi altri novantanove anni, mi basterebbero appena per rincorrere questo sogno, quest’idea, questa cosa: la città!

Non la città che si disfà, che urla, che fa le cose più stupide del mondo. Ma una vera città, perché la città è un’altra cosa …

La città esplode dall’animo, è una preghiera. La nascita di una città è una preghiera, una preghiera meravigliosa a chi? Al mondo, al mondo che c’è attorno …

 Vi lascio la mia e.mail:

 
pippopappalardo@tiscalinet.it

 
e Vi auguro Buon Anno ANAF


                                                                          Pippo  Pappalardo
                                                 
                                                                                                                                     






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