OTTOBRE   2004




“Coraggio guardiamo”

Si è conclusa positivamente, pare, la vicenda delle due Simona, liberate dopo tre settimane di prigionia.

Pare che non siano stati commessi ulteriori atti di violenza oltre il sequestro, ed ora tocca alla politica valutare ed interpretare quanto accaduto.

Il mese di settembre, anno dopo anno, si conferma così sempre più tragico: stavolta era iniziato con la tragedia di Beslan.

Ricorre, in queste martoriate circostanze, la presenza dello strumento fotografico o videofotografico.

I terroristi riprendono la loro stessa crudeltà oltre il dramma dei loro ostaggi.

Cassette video, foto digitali circolano per il web creando altro stato d’allarme e di disagio.

E nel libero stato del web tutti possono vedere le scelleratezze del genere umano, gli effetti d’una bomba intelligente come quelli d’una decapitazione.

I giornalisti si sono schierati a favore e contro la pubblicazione delle immagini. Il dibattito, come sempre, è stato forte e motivato. I

Illustri firme della carta stampata, Severgnini, Feltri, Ferrara, Zambonini, hanno chiarito le loro posizioni, pro e contro, ma tutti, alla fine, sembrano avere ragione.

Al muro o alla gogna, come sempre, la fotografia (come ai tempi del mortale incidente di Lady Diana).

In molti dimenticano quante volte una buon’immagine abbia spinto verso la pace, verso la tolleranza, verso l’incontro.

Ci riguardano questi problemi? Oppure no, atteso che siamo fotoamatori disinteressati ed “onesti per costituzione”?

Pensate che bisogna essere risoluti nel guardare? Anche a costo di fare il gioco di chi vuole terrorizzarci? Oppure occorre capire come difenderci da queste strazianti immagini?

Si, credo proprio che dobbiamo scovare qualche cosa dentro di noi e non cercarla dentro quelle immagini.

Bisogna trovare quella dose di coraggio che è dentro di noi e, poiché non possiamo impedire di fotografare, coraggiosamente “guardare il mostro negli occhi”.

Vedremo, allora, non una fotografia ma gli occhi d’un uomo che non vuol più 
essere tale.

Occorrerà, quindi, rivivere consapevolmente i momenti più alti della nostra umanità ed esibirli, rappresentarli per schiacciare l’orrore e dire fine alla tragedia.

Con il poeta Vincenzo Cardarelli “piano, piano, i minuti vissuti / fedelmente li ritroveremo. / Coraggio guardiamo”.

                                                                                                     Pippo Pappalardo

                                                     
                                                 

                                                                                                                                        

 






ARCHIVIO