DICEMBRE   2004




Sotto l’albero, accanto al presepe, davanti al camino, ovunque voi siate.

 Ad Angelo Schwarz, che gli chiedeva cosa fosse la fotografia, Mario Giacomelli così rispondeva:

“Per me la fotografia è come una porta semichiusa che puoi aprire; è come, magari l’immagine è più adeguata, una cicatrice, una carne che è stata aperta, che si è rimarginata, ma si può riaprire. La fotografia, così come la pittura e la poesia, ma in maniera diversa, mi ha permesso di conoscere più me stesso, il che è forse più importante che conoscere gli altri. Conoscere se stessi è da sempre un problema. Attento però: io da solo non sarei proprio nessuno, gli altri sono importanti, non sono però più importanti di me, ma quanto me. Evidentemente penso che per altri la fotografia possa essere altro”.

 “Evidentemente penso che per altri la fotografia possa essere altro………”

E’ vero. La fotografia può, ed è, altro anche rispetto a quanto abbiamo cercato, condiviso, sperimentato: ci appartiene intimamente eppure quando l’offriamo agli occhi di chi ci sta accanto ecco che già ci tradisce, si allontana, ritorna diversa.

 In questi dodici appuntamenti forse ne ho sparata qualcuna molto grossa.

Chiedo scusa. La retorica del vecchio avvocato mi ha preso l’occhio e la mano.

Guardando i mesi passati, però, ho rivisto un fremito di sdegno, anche un attimo di paura, ed una lagrima di commozione. Insomma, qualche cosa che volevo condividere.

 Proprio Mario Giacomelli titola le sue ultime sequenze “i miei amici di lavoro”, “i miei compagni di poesia”.

Amici, compagni?. E prima aveva detto: Da solo non sarei proprio nessuno?

Ecco che il grande fotografo, come una stella, indica la strada.

 Cari Anaffini, di cui non conosco il volto, cosa fare per l’anno che verrà?

Pensate di riaprire la cicatrice, richiuderla?

Fatemi giungere – pippopappalardo@tiscalinet.it - le vostre proposte, le immagini “nuove”, la poesia sincera.

Saranno una risposta, un modo di contraccambiare 
l’augurio di 
Buon Anno 
che vi porgo.

                                                                              
 Annaffino Pippo

                                                     
                                                 

                                                                                                                                        

 






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