GENNAIO  2004



 

Per un anno "nuovo"

   Cresce sul nostro tavolo il numero dei calendari prodotti dagli amici, dai compagni d’avventura, dalle persone che ci vogliono bene.

Giungono cartoline con espressioni beneauguranti, flash poetici, enigmi che, come diceva Ghirri, risolveremo, più tardi, solo con il cuore.

Intanto l’anno inizia. E la “grande compagnia dei cavalieri dell’immaginario” si raduna ai confini dell’invisibile, del non ancora percepito, del non rappresentato.

Porta con sé la voglia di leggere ancora, di comunicare quanto appreso, di riscontrare quanto ha vissuto, di far rivivere quanto è passato.

Porta con sé il segno dell’avventura, la volontà del confronto, la capacità di un’ulteriore analisi, la speranza di un nuovo riconoscimento.

Porta con sé i simboli della memoria, gli incroci delle metafore, i segni della contemporaneità, la pulizia e la sincerità di uno sguardo sincero.

E non si compiace di quanto ha realizzato fino ad ora; non è orgogliosa dei risultati raggiunti. Medita sugli errori, umilmente riconosce di avere percorso anche strade sbagliate, a volte inutili.

I cavalieri dell’immaginario, intanto, si “scambiano” i segni e le impronte del loro incontro con la storia degli uomini, e con le loro vicende più intime.

Poi, intensamente, scrutano l’orizzonte per calcolare nuovamente le distanze; mettono a fuoco la loro visione per comprendere nuovamente le differenze; tornano nelle camere chiare/oscure per nuovamente scoprire che non c’è niente d’antico sotto il sole ma tutto è nuovo per l’occhio che sa vedere.

Anch’io sono in consonanza con questo sentire; anch’io mi sento parte di questa “compagnia”. Ne ho consapevolezza mentre mi stupisco dell’illustrazione dei vostri calendari e delle foto-cartoline che mi avete inviato.

Ma ora al lavoro.

Diceva quel grande che ”tutti i pensieri sono già stati pensati: occorre solo tentare di ripensarli”.

Questa rubrica che fantasmaticamente appare sugli schermi dei nostri personal computer, umilmente, molto, molto umilmente, si propone, vi propone, ci propone questo enorme impegno.

Ed allora affacciamoci sul mondo attraverso i nostri mirini e facciamoci tanti auguri di fiducia e serenità.

Buon anno, amici, buon anno “anaffini”.

                                     

                                                    Pippo Pappalardo

 






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