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Per un anno "nuovo"
Cresce sul nostro tavolo il numero dei
calendari prodotti dagli amici, dai compagni d’avventura, dalle
persone che ci vogliono bene. Giungono
cartoline con espressioni beneauguranti, flash poetici, enigmi che, come
diceva Ghirri, risolveremo, più tardi, solo con il cuore. Intanto
l’anno inizia. E la “grande compagnia dei cavalieri
dell’immaginario” si raduna ai confini dell’invisibile, del non
ancora percepito, del non rappresentato. Porta
con sé la voglia di leggere ancora, di comunicare quanto appreso, di
riscontrare quanto ha vissuto, di far rivivere quanto è passato. Porta
con sé il segno dell’avventura, la volontà del confronto, la capacità
di un’ulteriore analisi, la speranza di un nuovo riconoscimento. Porta
con sé i simboli della memoria, gli incroci delle metafore, i segni
della contemporaneità, la pulizia e la sincerità di uno sguardo
sincero. E
non si compiace di quanto ha realizzato fino ad ora; non è orgogliosa
dei risultati raggiunti. Medita sugli errori, umilmente riconosce di
avere percorso anche strade sbagliate, a volte inutili. I
cavalieri dell’immaginario, intanto, si “scambiano” i segni e le
impronte del loro incontro con la storia degli uomini, e con le loro
vicende più intime. Poi,
intensamente, scrutano l’orizzonte per calcolare nuovamente le
distanze; mettono a fuoco la loro visione per comprendere nuovamente le
differenze; tornano nelle camere chiare/oscure per nuovamente scoprire
che non c’è niente d’antico sotto il sole ma tutto è nuovo per
l’occhio che sa vedere. Anch’io
sono in consonanza con questo sentire; anch’io mi sento parte di
questa “compagnia”. Ne ho consapevolezza mentre mi stupisco
dell’illustrazione dei vostri calendari e delle foto-cartoline che mi
avete inviato. Ma
ora al lavoro. Diceva
quel grande che ”tutti i pensieri sono già stati pensati: occorre
solo tentare di ripensarli”. Questa
rubrica che fantasmaticamente appare sugli schermi dei nostri personal
computer, umilmente, molto, molto umilmente, si propone, vi propone, ci
propone questo enorme impegno. Ed
allora affacciamoci sul mondo attraverso i nostri mirini e facciamoci
tanti auguri di fiducia e serenità. Buon
anno, amici, buon anno “anaffini”.
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