FEBBRAIO  2005




E’ contemporanea la fotografia?

 

Pare che la domanda non sia tanto peregrina se, per rispondere, hanno attinto (e che altro si poteva fare) a tutto lo scibile fotografico. E ci si sono provati in tanti, e che “tanti”!

Per nostra soddisfazione Roberta Valtorta ha opportunamente raccolto i vari contributi in un accurato libro, edito da Lupetti nell’ambito delle iniziative editoriali del Museo di Fotografia Contemporanea – Cinisello Balsamo – Provincia di Milano, ed io vi invito a fare il vostro …dovere.

Tutti gli interventi che troverete, dotti quanto approfonditi, rivolti all’analisi del mutamento di identità della fotografia nel momento contemporaneo, della sua collocazione tra le arti e della sua trasformazione tecnologica, hanno in comune un’esposizione appassionata, un articolato argomentare dove si tocca con mano l’affetto, e via diciamolo, l’amore verso la fotografia e tutto ciò che la medesima ha rappresentato.

Sono interventi precisi, acuti - come tutte le cose che riguardano l’identità della fotografia avrebbe detto Sciascia - pertinenti nei contenuti e nelle riflessioni quanto “impertinenti” nelle considerazioni finali.

Considerazioni dove, a sua volta, riappare quel legame affettuoso e riconoscente verso l’esperienza fotografica che tanto mi ha stupito.

Leggete, allora, questo libro che giunge in un momento di difficoltà per la nostra fotografia fotoamatoriale sorpresa dall’evoluzione tecnica dello strumento e dal controverso procedere del sistema delle cosiddette arti visive.

Così come gli autori (e cito soltanto quelli che conosco direttamente come Vaccari, Grazioli, Wolf, Visser, G. Mora, Signorini, Devin, Di Bello), proviamo anche noi a muovere le nostre riflessioni con animo grato all’invenzione fatale.  Non fosse altro che per salvaguardare i “giorni buoni” che abbiamo passato insieme e che intendiamo rivivere già domani.

Ed anche perché, per noi anaffini, “il punto non è se questo strano, fragile, onnipresente medium sia contemporaneo, ma in quali modi contemporanei noi, le persone che lo amiamo, che lo studiamo, che lo utilizziamo, ci avviciniamo ad esso e lo guardiamo” (Visser – Un vecchio sogno da guardare con occhi contemporanei).

E questa è una buona risposta (oltre che una sfida).




Pippo  Pappalardo
                                                 

                                                                                                                                     






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