GIUGNO  2005




A proposito d’ordine ed armonia.

 Anch’io, regolarmente, vado acquistando in edicola l’antologica dei fotografi Magnum.

Qualcuno mi prende in giro poiché ritiene che il possesso di migliaia di volumi fotografici debba allontanarmi dall’acquisto di queste simpatiche dispense.

La lettura, invece, dell’ultimo fascicolo, dedicato all’americano Dennis Stock, mi ha regalato una piccola e grande riflessione che, per noi tutti, qui trascrivo:

“Quelli di noi che conoscono il piacere dell’inquadratura,
sanno che il nostro scopo è di opporci al caos.
Cerchiamo di organizzare le cose.
Ci preoccupa l’ordine per scoprire dov’è l’armonia”

Niente di nuovo, per carità. Ma il fatto che questa semplice considerazione sia rimasta dentro di me per molti giorni, provocandone altre e pretendendone altre, certifica in qualche modo della sua bontà o della sua verità.

Dapprima, lo confesso, mi ha dato un certo fastidio questo bisogno d’ordine, d’organizzazione e l’avvertenza di tanta preoccupazione.

Poi, son tornato a “quelli di noi che conoscono il piacere dell’inquadratura” e, quindi, ho avvertito quasi un appello verso coloro che hanno compreso quanto sia opportuno soffermarsi sulla deliberata selezione della visione, al piacere che vien fuori della nuova conoscenza, al dramma che questa nuova conoscenza crea, all’umana ricchezza che ne conclude, quasi come un regalo, l’esperienza.

Ed in quest’ordine tanto cercato, scoprire sensi, relazioni, significati e, quindi. riconoscere, leggendole nella rappresentazione fotografica, nuove armonie magari create per noi in un tempo lontano e remoto, sicuramente volute da noi per il qui ed ora, in attesa delle nuove armonie dei giorni venturi.

D’accordo, cose vecchie e risapute. Che, però, continuano a suscitarmi “cose belle” e mi invitano a restare fedele a questa luce, cercata ed incontrata, che noi tutti accogliamo attraverso i nostri obiettivi.

In Convegno, allora, per scambiare “cose belle”? Magari dopo aver fatto un po’ d’ordine?


                                                                          Pippo  Pappalardo
                                                 
                                                                                                                                     






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