LUGLIO   2004



      BUONE VACANZE !

Pare che trascorreremo buona parte del tempo delle nostre vacanze nei “non luoghi” della modernità post-novecentesca.

Pare che attraverseremo questi spazi anonimi, che si replicano e 
si clonano dappertutto, per essere contemporaneamente, 
uguali e presenti, in qualunque parte del mondo. Staremo, quindi, dentro aeroporti, su autostrade, in motel che hanno perduto la loro vocazione-legame con il territorio ed hanno rinunciato ad una loro 
identità, ad una loro appartenenza, per aiutarci - dicono - ad andare comodamente in giro e far circolare velocemente
 i nostri corpi ed i nostri portafogli.

Pare, pure, che anche le nostre spiagge e le nostre montagne siano diventate dei “non luoghi” perché il paesaggio che le conteneva, 
un tempo fatto di presenze locali ed indigene risorse, si è trasformato 
in una vuota descrizione costruita con i luoghi comuni affastellati dai frequentatori domenicali, dagli intellettuali del tempo libero,
 dai viaggiatori con camper al seguito, dagli alpinisti abilitati 
in dieci giorni,  dai cittadini perennemente in fuga.

Pare, paradossalmente, che questi “non luoghi”, queste identità temporanee, permettano una totale deresponsabilizzazione che 
ci regalerà un senso di sollievo e di piacere: il vecchio sentiero, 
la dolcezza della sabbia, il rifugio alpino non saranno più funzionali 
al mare o alla montagna ma quest’ultime diventeranno funzionali
alla loro presenza che assicurerà transito, sicurezza, 
riposo, soddisfazione (ma non conoscenza).

Pare……

Ed allora?

Allora, fotografiamo durante le nostre vacanze per recuperare e 
rivelare al mare ed alla montagna il debito di nostalgia che dobbiamo
 ad essi, con la speranza che continui a persistere un più sincero 
legame con la nostra umanità.

Fotografiamo, poi, per dimostrare 
che sussiste una patria per la mente, 
tra la spiaggia e la nostra porta, 
e c’è ancora una terra che dobbiamo immaginare.

                                                                                                                                                                Pippo Pappalardo

 






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