|
BUONE
VACANZE !
Pare che trascorreremo buona parte
del tempo delle nostre vacanze nei “non luoghi” della
modernità post-novecentesca.
Pare
che attraverseremo questi spazi anonimi, che si replicano e
si clonano dappertutto, per essere contemporaneamente,
uguali e presenti, in qualunque parte del mondo. Staremo, quindi, dentro
aeroporti, su autostrade, in motel che hanno perduto la loro
vocazione-legame con il territorio ed hanno rinunciato ad una loro
identità, ad una loro appartenenza, per aiutarci - dicono - ad andare
comodamente in giro e far circolare velocemente
i nostri corpi ed i nostri portafogli.
Pare,
pure, che anche le nostre spiagge e le nostre montagne siano diventate
dei “non luoghi” perché il paesaggio che le conteneva,
un tempo fatto di presenze locali ed indigene risorse, si è
trasformato
in una vuota descrizione costruita con i luoghi comuni affastellati dai
frequentatori domenicali, dagli intellettuali del tempo libero,
dai viaggiatori con camper al seguito, dagli alpinisti
abilitati
in dieci giorni, dai cittadini perennemente in fuga.
Pare,
paradossalmente, che questi “non luoghi”, queste identità
temporanee, permettano una totale deresponsabilizzazione che
ci regalerà un senso di sollievo e di piacere: il vecchio
sentiero,
la dolcezza della sabbia, il rifugio alpino non saranno più
funzionali
al mare o alla montagna ma quest’ultime diventeranno funzionali
alla loro presenza che assicurerà transito, sicurezza,
riposo, soddisfazione (ma non conoscenza).
Pare……
Ed
allora?
Allora,
fotografiamo durante le nostre vacanze per recuperare e
rivelare al mare ed alla montagna il debito di nostalgia che dobbiamo
ad essi, con la speranza che continui a persistere un più
sincero
legame con la nostra umanità.
Fotografiamo,
poi, per dimostrare
che sussiste una patria per la mente,
tra la spiaggia e la nostra porta,
e c’è ancora una terra che dobbiamo immaginare.
Pippo Pappalardo
|