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agosto 2004:
H.C.B. Nella frazione
d’un attimo capì che il rullino non era ancora esaurito e che la vita
continuava perché nella Leica, l’obbediente compagna di sempre, altri
fotogrammi attendevano di raccoglierne la
sua magica geometria. Il vecchio
arciere tentò allora, ancora una volta, d’allineare nella stessa
direzione la mente, l’occhio ed il cuore. Tese l’ultimo
agguato per rivedere quel pianeta, quel tempo, che aveva insegnato ad
amare: si rivide, in un tempo divenuto circolare, a Palermo, in Africa,
nella sua Francia, a Parigi, lungo l’Europa, l’America ed il mondo.
In un sorriso, nell’attimo d’un sorriso, incontrò Robert, Chim,
Roger……. Capì così che
sarebbe stata possibile un’ultima evasione, un’ultima ribellione,
l’ultima affermazione di libertà. Lasciò, quindi,
che la memoria si spegnesse confusa sulle vecchie immagini di gioia e di
dolore, fatte di drammatiche tenerezze e sdegnose pietà. Poi fuggì da
queste ossimoriche contraddizioni e tese l’estremo agguato, quello
alla vita, dove era certo ormai che il sorpreso sarebbe stato lui,
proprio lui. Quante volte
aveva contemplato quello strano disegno, lungo la ghiera delle distanze,
sul bordo dell’obiettivo.
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