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Cronachetta
estiva Il Comune di Palermo, nell’encomiabile
tentativo di rinfrescare i bollori estivi di chi vive o visita
l’antichissimo quartiere della Kalsa, l’agosto scorso, ha fatto
appendere alle pareti degli storici, ancorché maltrattati, palazzi di
questo sfortunato rione, le preziosissime gigantografie delle opere
fotografiche del talentoso David LaChapelle, artista i cui effetti
dissacranti e dissacratori sono pari al costo dei suoi libri (il recente
“Artists and Prostitutes” viaggia verso le tasche degli incauti
quanto improbabili acquirenti al semplice costo di
€.1.500,00). Immagini di tal genere, previa
consultazione e offerta di beneficenza, sono state apposte anche sui
muri limitrofi alla Casa della Carità delle Figlie di Madre Teresa di
Calcutta che nel quartiere ora et labora. Ma o la consultazione forse non è stata
chiara o di questa beneficenza certe sante donne non sanno che farsene. Sicchè - indubbiamente esercitando
illegittimamente le loro ragioni - le nostre suorine, determinate e
risolute, hanno provveduto a manifestare il loro dissenso (politico,
civile, artistico?) per l’iniziativa staccando, in parte,
tanta preziosa opera ed imbrattandola pure. La loro giustificazione? Questa: “Non
c’è alcuna bellezza in queste immagini!” Orbene, cari amici di fotografia, io so
benissimo che LaChapelle è un fotografo bravo, grande e generoso. So pure che l’Amministrazione
palermitana a volte può sembrare, come dire, un pò facilona. So pure che gli edifici della Kalsa
hanno una loro dignità sulla quale ci sarà da riflettere per tanto
tempo ancora, prima di esibirli come pareti di mostre et similia. E so pure, come avvocato, che certe cose
non si fanno neppure quando s’indossano abiti benedetti. Perché, allora, nonostante tutto ciò,
provo ogni giorno sempre più simpatia per quelle sagge femminucce?
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