SETTEMBRE   2005



Cronachetta estiva

 

Il Comune di Palermo, nell’encomiabile tentativo di rinfrescare i bollori estivi di chi vive o visita l’antichissimo quartiere della Kalsa, l’agosto scorso, ha fatto appendere alle pareti degli storici, ancorché maltrattati, palazzi di questo sfortunato rione, le preziosissime gigantografie delle opere fotografiche del talentoso David LaChapelle, artista i cui effetti dissacranti e dissacratori sono pari al costo dei suoi libri (il recente “Artists and Prostitutes” viaggia verso le tasche degli incauti quanto improbabili acquirenti al semplice costo di  €.1.500,00).

Immagini di tal genere, previa consultazione e offerta di beneficenza, sono state apposte anche sui muri limitrofi alla Casa della Carità delle Figlie di Madre Teresa di Calcutta che nel quartiere ora et labora.

Ma o la consultazione forse non è stata chiara o di questa beneficenza certe sante donne non sanno che farsene.

Sicchè - indubbiamente esercitando illegittimamente le loro ragioni - le nostre suorine, determinate e risolute, hanno provveduto a manifestare il loro dissenso (politico, civile, artistico?) per l’iniziativa staccando, in parte,  tanta preziosa opera ed imbrattandola pure.

La loro giustificazione? Questa: “Non c’è alcuna bellezza in queste immagini!”

Orbene, cari amici di fotografia, io so benissimo che LaChapelle è un fotografo bravo, grande e generoso.

So pure che l’Amministrazione palermitana a volte può sembrare, come dire, un pò facilona.

So pure che gli edifici della Kalsa hanno una loro dignità sulla quale ci sarà da riflettere per tanto tempo ancora, prima di esibirli come pareti di mostre et similia.

E so pure, come avvocato, che certe cose non si fanno neppure quando s’indossano abiti benedetti.

Perché, allora, nonostante tutto ciò, provo ogni giorno sempre più simpatia per quelle sagge femminucce?

                                                                                                                                      
                                                                          Pippo  Pappalardo
                                                 
                                                                                                                                     






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